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Una bella giornata con qualche rimpianto - 04/01/2023

Siamo arrivati a casa pochi minuti prima dell’una, stanchi e un po' delusi, per un risultato che forse non meritavamo, più che per la prestazione, che c’è stata, soprattutto nel secondo tempo, in una partita comunque non straordinaria.
Eravamo partiti alle otto d’Anzola Emilia, fiduciosi, certi di trascorrere una giornata diversa, divertente, appagante, che sarebbe diventata gloriosa se fossimo riusciti a uscire dall’Olimpico con un risultato positivo.
Ieri all’Olimpico eravamo in tanti, non so esattamente il numero, ma ci facevamo sentire, avevamo riempito completamente il settore a noi riservato, come succede solo con le tifoserie storicamente più legate alla propria squadra anche in trasferta.
Per la prima volta tra i tanti striscioni c’era anche il nostro, quello di Castelletto Rossoblù, collocato in una posizione molto visibile, anche del nostro club eravamo in diversi, Vanes e Stefano in pullman con noi, diversi altri arrivati con le loro famiglie, per trascorre anche qualche giorno di festa nella capitale.
Vista dagli spalti è stata una gara che è stato un peccato perlomeno non pareggiare, contro una Rometta modesta, dominata nel secondo tempo da un Bologna che ha avuto il torto di non concretizzare un costante controllo del gioco, prima degli episodi incredibili degli ultimi secondi, quando prima Smaling, poi Abraham hanno salvato la porta a portiere battuto.
Purtroppo a fine partita io e Mattia ci siamo fatti coinvolgere in un confronto poco edificante con i tifosi avversari che stavano uscendo dallo stadio, separati dall’alto cristallo, una mancanza di autocontrollo che non ha generato alcun tipo di problema, se non sfogare la nostra profonda amarezza, ma che ad un padre sessantasettenne non è troppo piaciuto.
A mio parere il migliore è stato Riccardo Orsolini, anche se oggi leggo che un po' tutti i giornali sportivi non concordano col mio giudizio, che con Posch ha costituito una coppia di destra abbastanza efficacie, mentre non mi è piaciuto il primo tempo di Dominguez e l’intera gara giocata da Medel, stranamente poco incisivo rispetto al solito, così come il rendimento di Soriano, in difficoltà a trovare la sua appropriata collocazione in campo.
E’ difficile perdonare a Locumi l’ingenuità nell’azione che ha deciso la gara, anche se Motta è sicuro che non fosse rigore, così come pare abbiano dichiarato diversi opinionisti nel dopo partita.
Mi pare certo che designare un arbitro poco esperto come Santoro in un ambiente come era ieri l’Olimpico, tutto esaurito, lo si sottopone ad un inevitabile condizionamento psicologico, anche senza voler considerare la mala fede, ma anche sul suo operato oggi vedo che molti giornali lo considerano sufficiente. Sulla sinistra oggi abbiamo un problema, perché ne Lykogiannis tanto meno Cambiaso, paiono essere all’altezza, forse è proprio in quel ruolo che la società sta cercando in rinforzo.
Arnautovic ha fatto quanto poteva, per la verità non molto, visto che ha tirato in porta solo una volta, rimanendo comunque un riferimento imprescindibile, nel mettere a terra palloni provenienti dall’alto e nel dialogare con i compagni.
Dei cambi mi pare che Schouten e Aebischer abbiano garantito un buon rendimento, come ci si poteva aspettare, mentre Cambiaso ha dimostrato di attraversare un momento difficile, per la verità un po' lungo nella sua esperienza a Bologna, e al giovane Pyythia è difficile fare rimproveri, nonostante abbia avuto tra i piedi due palle per pareggiare. Personalmente avrei puntato più su Sansone o anche su Raimondo, che ha più del giovane collega l’istinto del gol.
Alla fine eravamo comunque orgogliosi della squadra che rappresentavamo, che non ha sfigurato contro una delle potenziali corazzate del campionato, una squadra che ha un budget di molto superiore al nostro e siamo stati contenti di festeggiare i giocatori che sono venuti a ringraziare sotto la curva, forse meravigliati di vedere tanti bolognesi che avevano seguito la squadra in una trasferta non semplice, da molti punti di vista, come è sempre stata quella di Roma.
Bene, molto bene, l’organizzazione della trasferta da parte dell’amico Mauro, presidente del club di Anzola, al quale ci siamo aggregati anche noi di Castelletto di Serravalle, oltre che i club di Castelfranco Emilia e dei Tramvieri, con i presidenti Paolo e Claudio.
 
Claudio Baratta
 
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Last modified on Giovedì, 05 Gennaio 2023 16:27

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